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Torino: Trapianto record alle Molinette, salvato 32enne con organi “a specchio”

Torino: Trapianto record alle Molinette, salvato 32enne con organi “a specchio”

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Un intervento che ridefinisce i confini della chirurgia moderna è stato portato a termine con successo all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Per la prima volta al mondo, un paziente di 32 anni nato con il “situs viscerum inversus” — una rarissima condizione in cui gli organi interni sono posizionati in modo speculare rispetto alla norma — è stato salvato grazie a un trapianto combinato di cuore e fegato.

Una sfida contro l’anatomia

Daniele, giovane originario della Campania, conviveva fin dalla nascita con una cardiopatia congenita che lo aveva già costretto a tre interventi a cuore aperto. Tuttavia, la sua condizione anatomica “invertita” ha finito per compromettere gravemente anche il fegato, portandolo a una cirrosi degenerata in carcinoma.

La sfida per i chirurghi era doppia: non solo eseguire un delicato trapianto doppio, ma farlo su un paziente la cui anatomia era l’esatto opposto di quella del donatore. Inserire organi “standard” in un corpo con vasi sanguigni e spazi invertiti ha richiesto una strategia chirurgica innovativa e una dose di “creatività” medica per ricostruire i collegamenti vascolari necessari.

Una maratona di 17 ore

L’operazione è durata ben 17 ore e ha coinvolto un’équipe multidisciplinare d’eccellenza, guidata dal professor Mauro Rinaldi (Cardiochirurgia) e dal professor Renato Romagnoli (Centro Trapianti Fegato).

  • Il prelievo: Mentre il paziente veniva preparato a Torino, un’équipe si recava presso l’ospedale del donatore per prelevare il blocco cuore-fegato.

  • L’intervento: I medici hanno dovuto letteralmente “inventare” nuove strade per il flusso sanguigno, utilizzando segmenti di vasi del donatore per adattare i nuovi organi alla conformazione speculare di Daniele.

  • Il successo: Al termine della maratona, il cuore ha ripreso a battere e il fegato ha iniziato a funzionare regolarmente.

La determinazione di Daniele

Dietro il successo medico c’è anche una storia di grande tenacia. È stato lo stesso Daniele a cercare attivamente una soluzione: dopo che altri centri avevano ritenuto l’intervento troppo rischioso, il giovane ha individuato nelle Molinette di Torino il centro d’eccellenza in grado di affrontare il suo caso.

“Mio figlio non si è mai arreso”, ha dichiarato il padre Alfredo. “Si è messo al computer e ha trovato chi poteva salvarlo. Questi medici sono i numeri uno”.

Attualmente il paziente è ricoverato in terapia intensiva e il suo percorso di riabilitazione procede positivamente. L’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, ha commentato l’evento come una “nuova frontiera” che conferma il ruolo di Torino come punto di riferimento internazionale per i trapianti complessi.

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