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Il “confine” dell’area erogena: a Biella cade l’accusa di violenza per pochi centimetri

Il “confine” dell’area erogena: a Biella cade l’accusa di violenza per pochi centimetri

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In un’aula di tribunale, la giustizia si è trovata a misurare lo spazio che separa una molestia da un gesto penalmente irrilevante. Il caso, nato tra i telai di un noto lanificio biellese, si è concluso con la richiesta di archiviazione per un responsabile di reparto di 51 anni, accusato di violenza e molestie sessuali nei confronti di una dipendente.

La geografia del corpo secondo la Procura

Al centro della decisione del PM Dario Bernardeschi non c’è la negazione del contatto fisico, ma la sua esatta collocazione anatomica. Secondo la ricostruzione della Procura, non sarebbe stato possibile stabilire con certezza se la mano dell’uomo si fosse posata direttamente sul seno — zona considerata inequivocabilmente erogena — o appena sotto di esso.

Quest’ultima area, in termini giuridici e tecnici, è stata valutata come “zona non erogena”, trasformando un gesto potenzialmente violento in un episodio troppo ambiguo per sostenere un’accusa di violenza sessuale.

Il fattore tempo e il peso del silenzio

Oltre alla questione anatomica, a indebolire l’impianto accusatorio è stata la tempistica della denuncia. I fatti contestati affonderebbero le radici in un arco temporale molto ampio, a partire dal 2013, ma la lavoratrice ha deciso di esporre querela solo nel 2024, in seguito alle proprie dimissioni dall’azienda.

Questo ritardo decennale ha pesato negativamente sulla valutazione della Procura, che ha deciso di archiviare anche il filone relativo ai maltrattamenti.

Le accuse della lavoratrice

Nonostante l’archiviazione, il quadro descritto dalla donna dipingeva un ambiente lavorativo tossico, caratterizzato da:

  • Contatti fisici indesiderati (oggetto della disputa anatomica).

  • Commenti volgari e battute pesanti reiterate nel corso degli anni.

  • Un clima di soggezione psicologica durato oltre un decennio.

Tuttavia, tra la difficoltà di collocare con precisione la “mano del contendere” e una denuncia arrivata solo a rapporto di lavoro concluso, il caso è stato ufficialmente chiuso senza che si arrivasse a un processo.

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