L’ultimo rapporto dell’Istat, pubblicato oggi 19 gennaio 2026, delinea un quadro chiaro e preoccupante sulla nuzialità nel nostro Paese: gli italiani continuano ad allontanarsi dal matrimonio, e chi decide di compiere il passo lo fa sempre più tardi. Nel 2024 sono state celebrate complessivamente 173.272 nozze, segnando una flessione del 5,9% rispetto all’anno precedente. Una tendenza al ribasso che sembra proseguire inesorabile: i dati provvisori relativi ai primi nove mesi del 2025 confermano infatti un ulteriore calo del 5,9%.
Il crollo dei matrimoni religiosi e il primato del rito civile
A trascinare verso il basso i numeri sono soprattutto le celebrazioni religiose, che nel 2024 hanno registrato un crollo dell’11,4%. Ormai la maggioranza degli italiani preferisce il Comune alla chiesa: oltre sei matrimoni su dieci (61,3%) vengono celebrati con rito civile. Anche tra chi si sposa per la prima volta, la cerimonia laica ha ormai superato quella religiosa, riguardando il 50,2% dei casi.
Prime nozze in diminuzione e boom delle convivenze
Il calo è particolarmente evidente per i primi matrimoni, scesi a 130.488 (-6,7% rispetto al 2023). Questa discesa è lo specchio di un profondo cambiamento sociale. Da un lato pesano fattori demografici, come la denatalità che riduce il numero di giovani, dall’altro influiscono le difficoltà economiche, i percorsi di studio più lunghi e l’instabilità lavorativa.
In questo contesto, le convivenze di fatto (libere unioni) sono quasi quadruplicate nell’ultimo ventennio, passando dalle 440.000 del biennio 2000-2001 a oltre 1,7 milioni nell’ultimo periodo, diventando spesso un’alternativa stabile al vincolo legale.
Matrimoni misti in controtendenza
In un panorama di generale declino, le nozze miste rappresentano l’unico dato in crescita. I matrimoni in cui almeno uno dei due sposi è straniero o italiano per acquisizione sono in aumento, rappresentando ormai una quota significativa della nuzialità nazionale. Le nozze con almeno un cittadino straniero sono state circa 29.309 nel 2024.
Meno separazioni e divorzi
Curiosamente, il rapporto Istat evidenzia una diminuzione anche per quanto riguarda la fine dei rapporti. Nel 2024 le separazioni sono state 75.014 (-9,0% rispetto al 2023) e i divorzi 77.364 (-3,1%). Quest’ultimo dato appare in netto ridimensionamento rispetto al picco registrato nel 2016 (anno del “divorzio breve”), con un calo del 21,9% rispetto a dieci anni fa.
In sintesi, la fotografia dell’Istat restituisce un’Italia dove il modello familiare tradizionale sta mutando velocemente, influenzato da una precarietà economica che spinge a posticipare le scelte di vita e da nuovi modelli culturali che vedono nel matrimonio un’opzione sempre meno centrale.