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Non è vero ma ci credo”: Storia (seria) del Cornicello Rosso. Perché deve essere “storto”?

Non è vero ma ci credo”: Storia (seria) del Cornicello Rosso. Perché deve essere “storto”?

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È il souvenir più venduto, il regalo più scambiato, l’amuleto che pende dagli specchietti delle auto e dai braccialetti. Il Corno Rosso (o curniciello) è il simbolo di Napoli. Ma attenzione: non è un semplice pezzo di plastica o corallo. Per funzionare, il corno deve rispettare regole precise che affondano le radici nella storia romana.

Perché proprio un Corno? Tutto nasce dal fallo del dio Priapo, simbolo di fertilità e prosperità nell’antica Roma (basta guardare gli affreschi di Pompei per capire quanto fosse diffuso). Con i secoli, la forma si è stilizzata diventando un corno, simbolo di forza (come le corna degli animali) capace di “infilzare” la sfortuna e il malocchio.

Le 3 Regole d’Oro Se volete che il talismano funzioni, dovete controllare tre caratteristiche. Il corno deve essere:

  1. Tuosto (Duro): Deve essere rigido, perché la forza si dimostra nella resistenza.

  2. Vacante (Vuoto): Dentro deve essere cavo (forse per accogliere la fortuna?).

  3. Storto (a punta): La punta deve essere rigorosamente storta, per poter “pungere” la negatività.

La Regola Suprema Mai, e poi mai, comprarsi un corno da soli. Il corno deve essere regalato. Se ve lo comprate da soli, non funziona. È un oggetto che attiva il suo potere solo attraverso un gesto di affetto da parte di qualcun altro. E se la punta si rompe? Niente panico: vuol dire che ha “assorbito” un colpo di sfortuna al posto vostro.

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