Bari: impianto cocleare “smart” su un bimbo di 11 anni. Tornerà a sentire grazie alla memoria interna
Il Policlinico di Bari segna un nuovo traguardo tecnologico nel campo dell’udito. Un bambino di 11 anni ha ricevuto un innovativo impianto cocleare smart, un dispositivo di ultima generazione dotato di memoria interna per una gestione del software estremamente avanzata.
L’intervento è stato eseguito dall’equipe del Professor Nicola Quaranta, direttore dell’unità operativa di Otorinolaringoiatria. Come spiegato in una nota della struttura ospedaliera, questa tecnologia mira a rivoluzionare l’assistenza e il monitoraggio clinico dei pazienti con gravi deficit uditivi.
I benefici: udito stereofonico e integrazione scolastica
Il piccolo paziente era già portatore di un impianto monolaterale. Grazie a questo secondo dispositivo “intelligente”, potrà ora:
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Recuperare l’udito stereofonico.
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Migliorare la comprensione delle parole, specialmente in contesti rumorosi come le aule scolastiche.
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Accedere a un follow-up più semplice, con regolazioni e controlli più rapidi ed efficienti.
“L’obiettivo è permettere al bambino di seguire le lezioni senza lo stress del rumore di fondo, garantendo una discriminazione vocale nettamente superiore,” ha dichiarato il Professor Quaranta.
La diagnosi precoce: una corsa contro il tempo
Il Policlinico sottolinea l’importanza di intervenire il prima possibile. Sebbene gli impianti possano essere inseriti già dai 10 mesi di vita, le attuali linee guida puntano sulla prevenzione: lo screening neonatale permette infatti una diagnosi entro i primi 3 mesi, consentendo di intervenire chirurgicamente entro l’anno di età per garantire uno sviluppo ottimale del linguaggio.
Precisione in sala operatoria: il controllo via Wi-Fi
L’innovazione non riguarda solo il dispositivo, ma anche la procedura chirurgica. La dottoressa Alessandra Murri, dirigente medico del reparto, ha evidenziato l’uso di uno strumento diagnostico smart durante l’operazione:
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Connessione Wi-Fi: permette di testare l’impianto in tempo reale mentre il chirurgo opera.
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Sicurezza: verifica il corretto posizionamento degli elettrodi e la risposta del nervo acustico.
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Precisione: riduce i rischi e assicura la massima funzionalità del sistema prima della fine dell’intervento.