“Lo so,” disse Elena, e la certezza le uscì dal vuoto, dall’assenza, dalla memoria che non aveva. “Lo so anche senza ricordare. Lo so nel cuore che non ho. Nel sangue che non scorre. Nella pelle che non sento. Lo so perché… perché il suo cuore batteva quando sono caduta. E io ho seguito il battito. Anche senza sapere chi fosse. Anche senza sapere perché. Ho seguito il battito perché… perché era l’unica cosa che sentivo. L’unica cosa che mi faceva sentire… viva.”
LA MASCHERA DI PIETRA — LIBRO SECONDO Un romanzo in puntate di Vania Fereshetian Il Sangue della Memoria PUNTATA TERZA: La Vedova dell’Oblio Borgo di Calcata Vecchia, Lazio — “La Città che Non C’è Più” Il sangue di Gabriel Ferretti era ancora caldo quando Elena toccò la pozza, e il ricordo del suo battito, quello […]